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RISORSE INDUSTRIALI

 
Le filiere produttive del distretto sono principalmente tre e vengono prodotti capi d’abbigliamento (per uomo, bambino e casual), intimo, calzature, borse e accessori in pelle, borse in stoffa e valigeria, con un’elevata divisione del lavoro anche su base locale, dato il numero rilevante di imprese locali che lavorano per conto terzi, sia per committenti locali che per aziende dell’Italia centro- settentrionale.

Per quanto riguarda il settore delle pelletterie, che nasce e si sviluppa all’inizio degli anni ’70 ad Alba Adriatica e si diffonde in seguito in tutto il territorio circostante grazie anche allo stretto contatto con la provincia maceratese, si riscontra un fatturato annuo di circa 180 milioni di euro con un export pari al 20%. La dimensione delle aziende è piuttosto contenuta (poche superano i 50 addetti e molte sono al di sotto dei 10) e si contano poco più di 2.000 addetti per 370 unità locali.

L’abbigliamento rappresenta invece la filiera più importante del distretto, con poco meno di 400 aziende, ma un’elevata occupazione (6.000 addetti). Rispetto all’altro settore quindi le imprese hanno dimensioni medie piuttosto elevate, con un fatturato di 600 miliardi di lire ed una quota di export pari a 230 miliardi. Sono presenti anche marchi affermati, come Casucci e FIT-GPM, affiancate poi da numerose imprese terziste di rilievo sia per dimensioni sia per qualità dei prodotti realizzati, che ne integrano le fasi del processo produttivo. La tradizione tessile della zona ha origini antiche, strettamente legata alla coltivazione, trasformazione e lavorazione della canapa che nel corso dei decenni si è evoluta in una produzione di carattere industriale, con la comparsa verso metà secolo dei primi importanti nomi del settore: maglificio Gran Sasso e camiceria CNG.

Infine di rilevanza assai più contenuta è la produzione di calzature, sviluppatasi soprattutto negli anni ’80, che fattura ogni anno 100 miliardi di lire, per meno di 1.000 addetti occupati in circa 40 unità di piccole dimensioni.

Oggi, il distretto della Val Vibrata, che esprime la maggior densità di imprese del manifatturiero della regione (pari al 41,93%), costituisce uno dei più dinamici e avanzati casi di distretto polisettoriale nel panorama italiano e, partendo da una solida tradizione artigiana, può contare su una pluridecennale esperienza di produzione, oltre ad un elevato livello qualitativo ed un ampia gamma di tipologie di prodotti. E quelle linee innovative del casual e dello sportswear, che si sono espresse fin dagli anni ’80, hanno segnato le tendenze moderne della moda e dei consumi. Le 1.600 unità produttive hanno inoltre saputo integrarsi e far sistema, dando vita anche a delle strutture consortili di servizio.

 

 

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